"Caro Babbo Natale,
sono BUH ti ricordi di me? Certo, tu ti ricordi di tutti i bimbi buoni... beh ecco, so di non essere stato proprio buonissimo quest'anno: ho fatto spesso i capricci con papà e mamma e ho interpretato con scarso successo qualche scenata teatrale prima dei pasti.
Però tengo a sottolineare che sono stato buonissimissimo con la mia Sorellina, o come amo chiamarla "picchinichicchini" e questa credo sia la cosa più importante, non pensi anche tu?
Quindi per quest'anno vorrei chiederti alcuni regali e spero che potrai accontentarmi:
- una moto rossa Ducati;
- una pallina rotonda;
- una barbie con la bici, il casco e il cagnolino come la mia amica Juls;
- una principessa Aurora e una principessa Biancaneve come la mia amica Lucy.
Grazie e ricordati che ti voglio bene, BUH.
PS: la lettera volevo portartela di persona al Polo Nord, ma mamma e papà mi hanno detto che è troppo lontano e che il treno va prenotato con largo anticipo, sarà per un'altra volta".
-------------------------------
Leggendo le richieste di BUH a Babbo Natale, Mr T e io abbiamo pensato che forse dovremmo fargli frequentare più amici di sesso maschile. Poi ho fatto qualche riflessione e mi sono resa conto che quelli che frequenta fuori dalla scuola sono come lui, ossia non hanno giochi particolarmente connotati come gormiti, power rangers e così via, altrimenti forse avrebbe chiesto anche quelli, chissà.
In ogni caso BUH, sin da quando era al nido ha una vera e propria passione per le principesse, ma questa è un'altra storia...
venerdì 18 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
BUH e la madre infida (2)
BUH si esibisce in un tipico spettacolo di capricci da treenne, Baby W, ormai ribattezzata ufficialmente Sorellina, piange nervosa per solidarietà con il fratellone.
Murasaki si rivolge a BUH intimandogli: Basta, se continuate così prendo Sorellina e la riporto dove l'ho presa!!
Ma mamma - sospira BUH rassegnato - ma guarda che Sorellina prima era nella tua pancia!!!
Ecco! Ma non era meglio quando ai bambini si raccontava che li aveva portati la cicogna oppure che erano stati trovati sotto un cavolo? SGRUNT...
Murasaki si rivolge a BUH intimandogli: Basta, se continuate così prendo Sorellina e la riporto dove l'ho presa!!
Ma mamma - sospira BUH rassegnato - ma guarda che Sorellina prima era nella tua pancia!!!
Ecco! Ma non era meglio quando ai bambini si raccontava che li aveva portati la cicogna oppure che erano stati trovati sotto un cavolo? SGRUNT...
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lunedì 30 novembre 2009
BUH e... la sua migliore amica
Si conobbero a un corso di massaggio: lui era bello, una chioma di boccoli biondi contornava il suo visino tondo e gli occhi di un azzurro indescrivibile, lei era carina (la sua bellezza doveva ancora sbocciare), i suoi riccioli erano appena abbozzati e ancora non riusciva a stare seduta da sola, ma i suoi occhi azzurri avevano un che di magnetico che affascinò subito l'adorabile ometto.
Fu così che nel lontano settembre del 2006 il piccolo BUH (che da poco aveva compiuto cinque mesi) incontrò a un corso di massaggio infantile la piccola Juls, che all'epoca di mesi ne aveva appena tre.
All'inizio il loro fu un amore quasi disperato, non potevano scambiarsi nemmeno una parola, figuriamoci scambiarsi il numero di telefono per rivedersi a corso terminato. Per fortuna Murasaki e la madre di Juls divennero amiche con grande sollievo dei due innamorati.
BUH e Juls non hanno frequentato lo stesso nido, ma arrivata l'iscrizione alla scuola materna Murasaki e Isi, la madre di Juls, hanno pensato di chiedere che fossero inseriti nella stessa classe.
Dopo il primo colloquio individuale con le maestre le due madri si sono chieste se non sia stato un errore... I due bambini sono talmente attaccati l'uno all'altra che le maestre erano convinte che avessero frequentato lo stesso nido.
La loro speciale alleanza fa sì che si carichino a vicenda e in alcuni casi diventino incontrollabili. Niente di preoccupante dicono le maestre, ma noi ci chiediamo: avremo fatto bene a chiedere che fossero inseriti nella medesima classe?
Sì ce lo chiediamo, eppure mi fa piacere che BUH, pur così piccolo, abbia un'amica del cuore a cui sia tanto legato.
--
Juls si sveglia dal riposino e la sua prima domanda è: E BUH dov'è?
Maestra: sta ancora riposando, intanto andiamo in bagno e mettiamo le scarpine...
Juls (infilando le scarpe...): e BUH si è svegliato?
Maestra [...]
--
Mr T accompagna BUH a scuola, un suo compagno piagnucola e Mr T lo rassicura dicendogli: dai che ora c'è BUH che giocherà con te!
Il bimbo si allontana e BUH sussurra a Mr T: ma io voglio giocare solo con Juls!!
Mr T: [...]
--
Fu così che nel lontano settembre del 2006 il piccolo BUH (che da poco aveva compiuto cinque mesi) incontrò a un corso di massaggio infantile la piccola Juls, che all'epoca di mesi ne aveva appena tre.
All'inizio il loro fu un amore quasi disperato, non potevano scambiarsi nemmeno una parola, figuriamoci scambiarsi il numero di telefono per rivedersi a corso terminato. Per fortuna Murasaki e la madre di Juls divennero amiche con grande sollievo dei due innamorati.
BUH e Juls non hanno frequentato lo stesso nido, ma arrivata l'iscrizione alla scuola materna Murasaki e Isi, la madre di Juls, hanno pensato di chiedere che fossero inseriti nella stessa classe.
Dopo il primo colloquio individuale con le maestre le due madri si sono chieste se non sia stato un errore... I due bambini sono talmente attaccati l'uno all'altra che le maestre erano convinte che avessero frequentato lo stesso nido.
La loro speciale alleanza fa sì che si carichino a vicenda e in alcuni casi diventino incontrollabili. Niente di preoccupante dicono le maestre, ma noi ci chiediamo: avremo fatto bene a chiedere che fossero inseriti nella medesima classe?
Sì ce lo chiediamo, eppure mi fa piacere che BUH, pur così piccolo, abbia un'amica del cuore a cui sia tanto legato.
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Juls si sveglia dal riposino e la sua prima domanda è: E BUH dov'è?
Maestra: sta ancora riposando, intanto andiamo in bagno e mettiamo le scarpine...
Juls (infilando le scarpe...): e BUH si è svegliato?
Maestra [...]
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Mr T accompagna BUH a scuola, un suo compagno piagnucola e Mr T lo rassicura dicendogli: dai che ora c'è BUH che giocherà con te!
Il bimbo si allontana e BUH sussurra a Mr T: ma io voglio giocare solo con Juls!!
Mr T: [...]
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venerdì 30 ottobre 2009
Murasaki e la maestra Perfettini...
Ore 17.30 di martedì, prima riunione alla scuola materna di BUH con la maestra Perfettini e la maestra Nuvoletta.
"Diciamo che tendenzialmente i 13 bambini inseriti nella classe sono come delle piccole cavallette. Ovviamente le educatrici dei nidi da cui provengono non devono aver fatto un ottimo lavoro, dato che comunque abbiamo passato le prime tre settimane a rimettere in ordine i giochi. E' il nostro lavoro per carità, però questi bambini tendenzialmente non hanno alcuna capacità di concentrazione, prendono un gioco e subito dopo lo lasciano per un altro e noi dobbiamo ripetere e ripetere e ripetere di mettere in ordine, ma al nido come facevano?"
[...]
Questo è solo un piccolo esempio del discorso fatto dalla maestra Perfettini (o Hitlerina come l'ha soprannominata Mr T) durante la riunione. Discorso in cui oltre a ripetere almeno una volta in una frase le parti evidenziate in grassetto e oltre a indicare come origine dei "difetti" dei nuovi inseriti le educatrici dei nidi di provenienza, ovviamente dava la colpa a noi genitori. La maestra Nuvoletta si limitava ad annuire. La maestra Nuvoletta è stata così soprannominata perché a volte sembra un po' tra le nuvole: io e Mr T supponiamo che sia il suo mezzo di autodifesa da tutti i tendenzialmente, ovviamente e per carità, della Perfettini.
Naturalmente da parte mia non posso parlare per gli altri bambini, ma conosco bene BUH:
- quando andavamo a prenderlo al nido, metteva in ordine i giochi, senza che gli venisse ricordato dalle educatrici (della cui professionalità sono certa);
- dalla nonna gioca con pentole e decine di cucchiai e cucchiaini che, una volta finito, ripone nei loro cassetti e scaffali;
- fino al giorno prima di iniziare a frequentare la scuola materna, passavamo insieme le ore (tra una poppata e l'altra di Baby W) a dipingere con gli acquerelli o coi colori a dita, a giocare con l'happy mais o con la pasta modellabile.
Mi viene da pensare che la Maestra Perfettini e la maestra Nuvoletta si limitino a dare degli ordini ai bambini e si aspettino che detto fatto, i bambini li eseguano. Capisco che tendenzialmente sia difficile seguire 28 bambini in due (al nido erano in 3 per 24), ma per carità, comunque è il loro lavoro... o sbaglio?
"Diciamo che tendenzialmente i 13 bambini inseriti nella classe sono come delle piccole cavallette. Ovviamente le educatrici dei nidi da cui provengono non devono aver fatto un ottimo lavoro, dato che comunque abbiamo passato le prime tre settimane a rimettere in ordine i giochi. E' il nostro lavoro per carità, però questi bambini tendenzialmente non hanno alcuna capacità di concentrazione, prendono un gioco e subito dopo lo lasciano per un altro e noi dobbiamo ripetere e ripetere e ripetere di mettere in ordine, ma al nido come facevano?"
[...]
Questo è solo un piccolo esempio del discorso fatto dalla maestra Perfettini (o Hitlerina come l'ha soprannominata Mr T) durante la riunione. Discorso in cui oltre a ripetere almeno una volta in una frase le parti evidenziate in grassetto e oltre a indicare come origine dei "difetti" dei nuovi inseriti le educatrici dei nidi di provenienza, ovviamente dava la colpa a noi genitori. La maestra Nuvoletta si limitava ad annuire. La maestra Nuvoletta è stata così soprannominata perché a volte sembra un po' tra le nuvole: io e Mr T supponiamo che sia il suo mezzo di autodifesa da tutti i tendenzialmente, ovviamente e per carità, della Perfettini.
Naturalmente da parte mia non posso parlare per gli altri bambini, ma conosco bene BUH:
- quando andavamo a prenderlo al nido, metteva in ordine i giochi, senza che gli venisse ricordato dalle educatrici (della cui professionalità sono certa);
- dalla nonna gioca con pentole e decine di cucchiai e cucchiaini che, una volta finito, ripone nei loro cassetti e scaffali;
- fino al giorno prima di iniziare a frequentare la scuola materna, passavamo insieme le ore (tra una poppata e l'altra di Baby W) a dipingere con gli acquerelli o coi colori a dita, a giocare con l'happy mais o con la pasta modellabile.
Mi viene da pensare che la Maestra Perfettini e la maestra Nuvoletta si limitino a dare degli ordini ai bambini e si aspettino che detto fatto, i bambini li eseguano. Capisco che tendenzialmente sia difficile seguire 28 bambini in due (al nido erano in 3 per 24), ma per carità, comunque è il loro lavoro... o sbaglio?
sabato 17 ottobre 2009
BUH e la madre infida
E' un pomeriggio qualunque. BUH è appena tornato dalla scuola materna e Murasaki si diletta in piccoli tranelli volti a mettere alla prova lo slancio fraterno di BUH verso la piccola Baby W.
Murasaki: (guardando con noncuranza la piccolina) Ma questa sorellina non è un po' inutile? Se ne sta sempre là nella sdraietta o nella carrozzina, non sa parlare, non sa giocare e poi non fa altro che piangere, ciucciare il latte e fare una marea di pupù. (voltandosi verso BUH) BUH, non credi che faremmo meglio a riportarla all'ospedale dove l'abbiamo presa?
BUH: (appoggiando la sua manina sulla spalla di Murasaki) Ma nooo mamma, non peoccuparti, Baby W mangia tanta tanta tanta pappa... e poi diventa grande anche lei!!!
Conclusione: probabilmente mio figlio mi ritiene una perfetta idiota...
Murasaki: (guardando con noncuranza la piccolina) Ma questa sorellina non è un po' inutile? Se ne sta sempre là nella sdraietta o nella carrozzina, non sa parlare, non sa giocare e poi non fa altro che piangere, ciucciare il latte e fare una marea di pupù. (voltandosi verso BUH) BUH, non credi che faremmo meglio a riportarla all'ospedale dove l'abbiamo presa?
BUH: (appoggiando la sua manina sulla spalla di Murasaki) Ma nooo mamma, non peoccuparti, Baby W mangia tanta tanta tanta pappa... e poi diventa grande anche lei!!!
Conclusione: probabilmente mio figlio mi ritiene una perfetta idiota...
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mercoledì 14 ottobre 2009
Murasaki e la vita in quattro
Eccomi qui, finalmente, dopo qualche settimana... seduta al pc con Baby W in braccio che si lamenta perché non riesce ad acchiappare il sonno...
Lo so, ci sono:
- il bagno da pulire,
- il pavimento da spazzare,
- tutti i panni stirati ieri sera da riordinare,
ma da quando sono a casa con Baby W le faccende domestiche e gli impegni di ogni sorta (la scuola materna di BUH, impegni con i parenti, il progetto della nuova cameretta) si susseguono senza soluzione di continuità e se non prendo la situazione in mano ora per recuperare dello spazio per me, non ci riuscirò di certo quando sarà ora di tornare al lavoro.
Baby W si è addormentata e, nel breve tempo che ho adesso prima che si svegli, cercherò di riepilogare come sono stati per me Murasaki, e non solo per i piccoli, questi primi due mesi ormai e mezzo di vita a quattro.
Il primo mese è stato pesantissimo
- nonostante Baby W si sia rivelata un angelo,
- nonostante il supporto di Mr T,
- nonostante i 10 giorni passati con la zia F la giramondo e lo zio A che tutto sulle auto sa che si sono tutti prodigati perché potessi occuparmi di Baby W senza dovermi troppo preoccupare di BUH e che per la nascita mi hanno regalato un massaggio rigenerante alle terme di Premia;
- il loro piccolo G che è uno dei migliori amici di BUH e che in quei giorni lo ha distratto ampiamente dalla Sorellina...
- e non ultima la miracolosa acqua di Crodo che, nonostante in montagna abbia mangiato l'impossibile, mi ha fatta tornare a casa dimagrita di 3kg :-)
Il secondo mese le cose sono migliorate
- BUH ha finalmente iniziato la scuola materna,
- Mr T è tornato al lavoro dopo un mese intero a casa con noi.
In effetti sul secondo mese non c'è molto altro, ma devo ammettere che tornare a casa in quattro è stato molto naturale, ho scoperto che mi risulta facilissimo decifrare le necessità della piccola Baby W, ma non ho ancora capito se è lei ad essere semplice, se BUH fosse più complicato, o semplicemente se al secondo figlio abbiamo ormai assorbito il cosiddetto linguaggio dei neonati.
A volte penso che se lei è così tranquilla è anche perché riusciamo a capirla al volo, mentre BUH si sgolava per esprimere necessità che non eravamo in grado di interpretare...
Il nostro prossimo compito consisterà nel sopravvivere al periodo di autoaffermazione di BUH, qualcuno con più esperienza sa dirmi per quanto durerà?!
Lo so, ci sono:
- il bagno da pulire,
- il pavimento da spazzare,
- tutti i panni stirati ieri sera da riordinare,
ma da quando sono a casa con Baby W le faccende domestiche e gli impegni di ogni sorta (la scuola materna di BUH, impegni con i parenti, il progetto della nuova cameretta) si susseguono senza soluzione di continuità e se non prendo la situazione in mano ora per recuperare dello spazio per me, non ci riuscirò di certo quando sarà ora di tornare al lavoro.
Baby W si è addormentata e, nel breve tempo che ho adesso prima che si svegli, cercherò di riepilogare come sono stati per me Murasaki, e non solo per i piccoli, questi primi due mesi ormai e mezzo di vita a quattro.
Il primo mese è stato pesantissimo
- nonostante Baby W si sia rivelata un angelo,
- nonostante il supporto di Mr T,
- nonostante i 10 giorni passati con la zia F la giramondo e lo zio A che tutto sulle auto sa che si sono tutti prodigati perché potessi occuparmi di Baby W senza dovermi troppo preoccupare di BUH e che per la nascita mi hanno regalato un massaggio rigenerante alle terme di Premia;
- il loro piccolo G che è uno dei migliori amici di BUH e che in quei giorni lo ha distratto ampiamente dalla Sorellina...
- e non ultima la miracolosa acqua di Crodo che, nonostante in montagna abbia mangiato l'impossibile, mi ha fatta tornare a casa dimagrita di 3kg :-)
Il secondo mese le cose sono migliorate
- BUH ha finalmente iniziato la scuola materna,
- Mr T è tornato al lavoro dopo un mese intero a casa con noi.
In effetti sul secondo mese non c'è molto altro, ma devo ammettere che tornare a casa in quattro è stato molto naturale, ho scoperto che mi risulta facilissimo decifrare le necessità della piccola Baby W, ma non ho ancora capito se è lei ad essere semplice, se BUH fosse più complicato, o semplicemente se al secondo figlio abbiamo ormai assorbito il cosiddetto linguaggio dei neonati.
A volte penso che se lei è così tranquilla è anche perché riusciamo a capirla al volo, mentre BUH si sgolava per esprimere necessità che non eravamo in grado di interpretare...
Il nostro prossimo compito consisterà nel sopravvivere al periodo di autoaffermazione di BUH, qualcuno con più esperienza sa dirmi per quanto durerà?!
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domenica 27 settembre 2009
I primi due mesi
Son passati quasi due mesi, 1 mese 3 settimane e 3 giorni per l'esattezza, da quando Baby W è arrivata tra noi.
Come si poteva supporre dalle differenze mostrate dai nostri piccoli nel venire al mondo, anche le prime settimane di vita si sono rivelate totalmente diverse tra loro.
Io e Mr T ricordiamo ancora senza troppa nostalgia i primi tre mesi di vita di BUH: alla fine della terza settimana di vita iniziarono le coliche e per tre settimane di fila affrontammo un bebé che dalle 17/18 fino alle 21/22 non faceva altro che piangere e piangere e piangere... non c'era nulla da fare, perché quell'esserino rifiutava la consolazione del ciuccio e quindi non si poteva far altro che cullarlo e ninnarlo (munendosi preventivamente di tappi per le orecchie...).
Ma non finisce qui, il signorino passò i suoi primi tre mesi di vita praticamente sempre in braccio, non c'erano sdraiette o culle che tenessero, se era sveglio pretendeva il conforto del calore materno o paterno e spesso, durante il giorno, dormiva solo se lo si portava a passeggio, mentre sbarrava gli occhi non appena si varcava il portone di casa.
Senza contare che durante il giorno l'intervallo tra una poppata e l'altra non superava l'ora e mezza e in auto non dormiva a meno che non avesse davvero sonno, perciò era impensabile per me decidere di uscire da sola con lui, per un controllo dalla pediatra o qualsiasi altra incombenza.
Poi, per fortuna, è arrivata Baby W - detta Sorellina. Eravamo pronti a tutto, ma non a tutta questa tranquillità, e certo è stato un sollievo!
Fin dalla prima settimana di sua iniziativa ha stabilito che:
- si chiede il latte ogni due/tre ore (raramente l'intervallo tra poppate è stato inferiore);
- che se si è svegli si può stare tranquillamente nella carrozzina o nella sdraietta ad ascoltare rumori, voci, musica e guardarsi intorno con curiosità;
- che già che si è comodi comodi nella sdraietta ci si può anche addormentare da soli senza scomodare mamma o papà (BUH fino ai sei mesi tondi si è sempre addormentato in braccio il furbastro!);
- che se capita di dormire tanto di giorno, non c'è nessun motivo per non dormire anche di notte (a meno di disturbi come qualche mal di pancia o il nasino raffreddato);
- che in auto ci si può appisolare sempre e comunque, così che la mamma si può muovere anche per tragitti relativamente lunghi anche da sola.
Insomma, a volte questa bambina non ci sembra vera.
Di sicuro è molto più sveglia di lui, per lo meno quando mangia, sarà per questo che gli intervalli tra poppate sono ben più lunghi. BUH si addormentava sempre e per questo chiedeva il latte molto più spesso, Baby W invece mentre ciuccia il suo latte spesso mi guarda dritto negli occhi come a sottolineare che LEI SA.
- Sa che c'è un fratellone con cui deve condividere genitori e spazi;
- Sa che deve trarre il più possibile da ciascuna poppata così che mamma possa dedicarsi anche al fratellone;
- Sa che mamma è indaffarata e spesso stanca, perciò non pretende di stare sempre in braccio;
-Sa anche di essere molto amata da mamma, papà e BUH che si avvicendano a farle sorrisi, a cantarle canzoncine e a parlarle e forse anche per questo è così tranquilla e serena.
Speriamo che continui così... per il momento ci godiamo questo periodo di grazia!!
Come si poteva supporre dalle differenze mostrate dai nostri piccoli nel venire al mondo, anche le prime settimane di vita si sono rivelate totalmente diverse tra loro.
Io e Mr T ricordiamo ancora senza troppa nostalgia i primi tre mesi di vita di BUH: alla fine della terza settimana di vita iniziarono le coliche e per tre settimane di fila affrontammo un bebé che dalle 17/18 fino alle 21/22 non faceva altro che piangere e piangere e piangere... non c'era nulla da fare, perché quell'esserino rifiutava la consolazione del ciuccio e quindi non si poteva far altro che cullarlo e ninnarlo (munendosi preventivamente di tappi per le orecchie...).
Ma non finisce qui, il signorino passò i suoi primi tre mesi di vita praticamente sempre in braccio, non c'erano sdraiette o culle che tenessero, se era sveglio pretendeva il conforto del calore materno o paterno e spesso, durante il giorno, dormiva solo se lo si portava a passeggio, mentre sbarrava gli occhi non appena si varcava il portone di casa.
Senza contare che durante il giorno l'intervallo tra una poppata e l'altra non superava l'ora e mezza e in auto non dormiva a meno che non avesse davvero sonno, perciò era impensabile per me decidere di uscire da sola con lui, per un controllo dalla pediatra o qualsiasi altra incombenza.
Poi, per fortuna, è arrivata Baby W - detta Sorellina. Eravamo pronti a tutto, ma non a tutta questa tranquillità, e certo è stato un sollievo!
Fin dalla prima settimana di sua iniziativa ha stabilito che:
- si chiede il latte ogni due/tre ore (raramente l'intervallo tra poppate è stato inferiore);
- che se si è svegli si può stare tranquillamente nella carrozzina o nella sdraietta ad ascoltare rumori, voci, musica e guardarsi intorno con curiosità;
- che già che si è comodi comodi nella sdraietta ci si può anche addormentare da soli senza scomodare mamma o papà (BUH fino ai sei mesi tondi si è sempre addormentato in braccio il furbastro!);
- che se capita di dormire tanto di giorno, non c'è nessun motivo per non dormire anche di notte (a meno di disturbi come qualche mal di pancia o il nasino raffreddato);
- che in auto ci si può appisolare sempre e comunque, così che la mamma si può muovere anche per tragitti relativamente lunghi anche da sola.
Insomma, a volte questa bambina non ci sembra vera.
Di sicuro è molto più sveglia di lui, per lo meno quando mangia, sarà per questo che gli intervalli tra poppate sono ben più lunghi. BUH si addormentava sempre e per questo chiedeva il latte molto più spesso, Baby W invece mentre ciuccia il suo latte spesso mi guarda dritto negli occhi come a sottolineare che LEI SA.
- Sa che c'è un fratellone con cui deve condividere genitori e spazi;
- Sa che deve trarre il più possibile da ciascuna poppata così che mamma possa dedicarsi anche al fratellone;
- Sa che mamma è indaffarata e spesso stanca, perciò non pretende di stare sempre in braccio;
-Sa anche di essere molto amata da mamma, papà e BUH che si avvicendano a farle sorrisi, a cantarle canzoncine e a parlarle e forse anche per questo è così tranquilla e serena.
Speriamo che continui così... per il momento ci godiamo questo periodo di grazia!!
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